La nascita della piccola Angela è segnata da un evento luttuoso (il terremoto di Haiti) e da una tragica scelta da parte di suo padre che ha segnato le loro vite. Dopo 13 anni la ragazza cerca di entrare in contatto con lo spirito di sua madre e si avventura in un pericoloso rito magico insieme ad un'amica, aprendo così una "porta" per il Male verso il nostro mondo. Dopo che un demone antico e malvagio si è impossessato dei corpi delle due adolescenti e dopo che i medici si sono rivelati totalmente inadeguati a comprendere i loro problemi, sarà chiamata in causa l'ormai anziana Chris McNeil (la madre di Regan nel celebre capolavoro di Friedkin), per utilizzare la sua esperienza nel settore della possessione demoniaca. Fin da quando è stato annunciato un moderno sequel de L'Esorcista (1973), si è creato un misto di curiosità e scetticismo da parte di tutti gli appassionati del genere horror. Quel film è una pietra miliare del genere, è ormai molto più di un film e il tentativo di rivitalizzarlo mettendo in scena un seguito tardivo ambientato oggi è parso fin da subito un grosso azzardo. L'operazione è stata affidata a David Gordon Green (che lo aveva già fatto con Halloween di Carpenter ottenendo risultati altalenanti), ma stavolta ci troviamo di fronte ad un disastro su tutti i fronti. Come ormai si usa fare nel cinema moderno questo sequel è anche un reset, nel senso che elimina concettualmente ogni altro seguito o clone realizzato dopo il 1973 e si ricollega direttamente all'originale, ricalcandone in parte la struttura e sciorinando una lunga fase iniziale preparatoria per poi giocarsi tutto nel finale, dove avviene l'attesa battaglia ancestrale tra il Bene e il Male. Ma il film è fragile, sfilacciato, a tratti imbarazzante, non spaventa mai, nè riesce mai ad attuare una reale sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore. E non basta riportare in scena la novantenne Ellen Burstyn per salvarne le sorti. Anzi, probabilmente, l'introduzione posticcia del suo personaggio finisce addirittura per peggiorare le cose. Ma il fondo viene toccato in modo irreversibile proprio nella parte finale, in cui si è più attenti a rispettare i moderni dogmatismi "woke" legati all'inclusione delle così dette minoranze, che a tener conto che si tratta di un film horror (anzi del seguito DEL film horror per eccellenza), e che, quindi, si dovrebbe puntare a costruire una efficace atmosfera in grado di terrorizzare il pubblico. Ma qui di terrorizzante c'è solo l'idea malsana che ha portato alla nascita di questo progetto.
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