giovedì 15 giugno 2017

Il bacio della donna ragno (Kiss of the Spider Woman, 1985) di Hector Babenco

In un tetro carcere sudamericano due uomini condividono la stessa cella: Valentin Arregui, un dissidente politico punito per le sue idee contrarie al regime, e Luis Molina, un omosessuale che ha insidiato un minorenne. Dopo una fase di diffidenza iniziale, dovuta alle profonde differenze caratteriali tra i due, Molina riesce ad affascinare il suo compagno di prigionia con racconti di vecchi film degli anni ’40 e svariate fantasticherie tratte da essi, elaborandone liberamente la trama. Tra queste la storia di un naufrago che giunge su un’isola selvaggia dove una creatura mezza donna e mezza ragno lo attira in trappola nella sua ragnatela grazie alla sua capacità di seduzione. In realtà Molina è stato messo nella cella di Arregui per cercare di carpirgli informazioni sull’ubicazione dei suoi complici, in cambio della libertà condizionata promessagli dai militari. Ma la convivenza forzata ha cambiato internamente i due uomini, ciascuno ha assorbito qualcosa dall’altro e il loro legame ha assunto la forma di un sentimento ambiguo e sincero, così adesso Molina non è più sicuro di essere in grado di tradire Arregui per ottenere la libertà. Dal romanzo di Manuel Puig, l’argentino, naturalizzato brasiliano, Babenco ha tratto un affascinante dramma onirico di struttura teatrale sulla dignità dell’uomo e sul cameratismo che si può creare in condizioni estreme anche tra soggetti apparentemente incompatibili. Cupo e sfuggente, sinuoso e ammaliante, è un film a due livelli: quello immaginario dei racconti fantastico allegorici di Molina (tutti interpretati da Sônia Braga) e quello reale, fisico, carnale ed emotivo dell’indefinibile rapporto che si instaura tra i due compagni di cella. Mentre il primo livello è indubbiamente debole dal punto di vista visivo, quasi tutte le sequenze del secondo sono coinvolgenti e toccanti, anche grazie alla bravura di due interpreti straordinari come William Hurt e Raul Julia. Il primo venne premiato sia con l’Oscar di miglior attore protagonista sia con il premio per la miglior interpretazione maschile al 38º Festival di Cannes, ma anche il secondo avrebbe meritato qualche riconoscimento. Stavolta tra sogno e realtà è la seconda a vincere, grazie alla forza possente delle emozioni umane, che spesso raggiungono la loro apoteosi in condizioni di pericolo.

Voto:
voto: 3,5/5

Nessun commento:

Posta un commento