Giulio
Cesare, dopo aver sconfitto il rivale Pompeo, sbarca in Egitto e perde la testa
per la bellissima regina Cleopatra, da cui avrà un figlio. Dopo la morte di
Cesare per mano dei congiurati la regina non esita a schierarsi dalla parte di Marco
Antonio, che a sua volta cade preda del suo fascino, e contro Ottaviano, che
pur mira a conquistare il cuore della splendida donna, oltre che il potere
imperiale. L’amore tra Antonio e Cleopatra è intenso e appassionato ma lo
scaltro Ottaviano esce vincitore nella decisiva battaglia navale di Azio. Per
non sottomettersi al nuovo despota l’orgoglioso Antonio si toglie la vita
lasciandosi cadere sulla sua spada. Distrutta dal dolore Cleopatra lo imita,
facendosi mordere da un aspide velenosa. Quando il vincitore Ottaviano entra
trionfante in Egitto, bramando le grazie della sensuale regina, trova il corpo senza
vita della donna addobbato in pompa magna per il sepolcro regale. La storia
della celebre Cleopatra, regina d’Egitto dalla bellezza leggendaria, romanzata
sentimentalmente da Hollywood nel più colossale fiasco della storia del cinema.
Il film, kolossal storico di smisurate ambizioni concepito per essere la più
grande produzione di genere peplum mai realizzata, costò una fortuna
principalmente per la costruzione dei sontuosi scenari, per i costumi, le
comparse e tutta la complessa fase preparativa (si pensi che ci volle un mese
solo per l’addestramento dei numerosi figuranti nell’uso delle armi bianche).
Come ulteriore aggravio va ricordato che il progetto fu inizialmente affidato al
regista Rouben Mamoulian, che iniziò le riprese a Londra ma alzò presto
bandiera bianca per l’eccessivo gigantismo dell’impresa e venne sostituito in
corso d’opera da Mankiewicz. Anche il suo rapporto con la produzione fu
tormentato, con continui litigi, licenziamenti e riassunzioni, per poi spostare
tutto il set a Cinecittà dove il film fu finalmente terminato. Il budget
iniziale stimato di circa 2 milioni di dollari lievitò alla cifra record di 44
milioni (al netto dell’inflazione è il film più costoso di tutti i tempi),
causando il quasi fallimento della 20th Century Fox. A tutto questo va aggiunta
la polmonite della protagonista Elizabeth Taylor, che rischiò la vita e dovette
subire un intervento d’urgenza di tracheotomia, fermando le riprese per diversi
mesi. E poi ancora la bollente passione amorosa che scoppiò tra la bella
attrice e il collega Richard Burton, che causò un vasto scandalo mediatico su
tutti i rotocalchi rosa, visto che i due erano entrambi sposati, aumentando la
cattiva nomea del film. Il risultato finale è un’opera opulenta e confusa,
schiacciata dal suo stesso elefantismo, un mega fumettone qua e là pacchiano in
cui è possibile salvare solo l’imponente apparato scenografico figurativo e
l’affascinante fotografia in 70 mm. Anche la recitazione appare spesso
eccessiva e artefatta, con la Taylor bella come il sole ma ampiamente a disagio
nel ruolo della regina egiziana (a parte le intense scene d’amore con Antonio/Burton
che appaiono credibili, probabilmente perchè non simulate). Nonostante i
tantissimi difetti il film ha ancora oggi un suo fascino leggendario (che
travalica il suo modesto valore artistico) e si guadagnò ben nove nomination
agli Oscar vincendo quattro “dovuti” premi tecnici: fotografia, scenografie,
effetti speciali e costumi (si dice che solo Liz Taylor ne cambiò ben 65
durante la lavorazione, tra cui uno tutto d’oro fatto a mano!). Esistono svariate
versioni dell’opera: quella uscita in sala di 217 minuti, una release ridotta
di 192 minuti e quella “ufficiale”, disponibile attualmente in home video di
243 minuti. Spesso si vocifera anche di una fantomatica versione originale di
363 minuti (6 ore e 3 minuti!), divisa in due parti, che corrisponderebbe
all’intero girato dal regista. Ma al momento non è ancora stato possibile
recuperare le due ore mancanti. E la leggenda continua …
Voto:

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