mercoledì 14 giugno 2017

Il dottor Zivago (Doctor Zhivago, 1965) di David Lean

Durante la prima guerra mondiale Yurij Andrèevic Živago, medico russo sposato con la cugina Tonja, si invaghisce della bella crocerossina Lara Antipov, a sua volta sposata con il filosofo idealista Pasha. Durante la rivoluzione di Ottobre Yurij si rifugia con moglie e figlio in un piccolo villaggio sui monti Urali dove ritrova nuovamente Lara e, cedendo alla passione, ne diviene l'amante. Ma l’idillio non dura a lungo: tra guerre, conflitti civili e vicende politiche i due amanti si perderanno di vista e si ritroveranno più volte in un crescendo drammatico sempre più tormentato. Celebre melodramma storico tratto dal romanzo omonimo di Boris Leonidovič Pasternak, che fruttò allo scrittore il Nobel per la letteratura del 1958. Diretto da David Lean con rigida austerità e ampolloso sentimentalismo, disperde quasi del tutto gli aspetti politici e sociali del testo ispiratore, abbracciando senza mezzi termini la direzione romantica con una sdolcinatezza strappalacrime di dozzinale ruffianeria che però ha decretato il grande successo commerciale del film, facendone un grande classico per tutti i romanticoni incalliti che amano andare al cinema provvisti di kleenex. Una ulteriore spinta emotiva in tal senso è fornita dalle musiche al miele di Maurice Jarre, il cui “tema di Lara” divenne un tormentone famosissimo. Buono il cast con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Rod Steiger e Alec Guinness e memorabili le riprese nei campi lunghi innevati o la direzione delle imponenti sequenze di massa che rappresentano i momenti migliori dell’opera. Candidato a dieci nomination agli Oscar, tra cui quella di miglior film per il nostro Carlo Ponti (produttore della pellicola), vinse soltanto premi tecnici (sceneggiatura, fotografia, scenografia, costumi e colonna sonora) mancando quelli principali, con grande rammarico del regista che sperava di replicare il successo di Lawrence d'Arabia e Il ponte sul fiume Kwai.

Voto:
voto: 3/5

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