mercoledì 14 giugno 2017

Gli ammutinati del Bounty (Mutiny on the Bounty, 1962) di Lewis Milestone

Nel 1787 il vascello militare Bounty salpa dall'Inghilterra alla volta di Tahiti sotto il comando del dispotico capitano William Bligh. La scopo del viaggio è trasportare piante dell’albero del pane dalla Polinesia in Giamaica, per fornire una fonte di cibo a basso costo per gli schiavi. La tensione tra Bligh e il suo secondo, tenente Fletcher Christian, diventa insostenibile quando il comandante decide di razionare l’acqua per l’equipaggio, utilizzandone una buona parte per irrigare le piante caricate a Tahiti, causando così la morte di alcuni marinai. Christian si ribella e guida la rivolta contro Bligh, il cui comando viene rovesciato a causa dell’esiguo numero di uomini rimasti a lui fedeli. Gli ammutinati si impossessano della nave, abbandonano Bligh e i suoi su una scialuppa, e si dirigono sull’isola di Pitcairn. Celebre film storico biografico avventuroso ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 1789 e liberamente tratto dal romanzo “Mutiny on the Bounty” scritto da Charles Bernard Nordhoff e James Norman Hall nel 1932. La famosa vicenda del Bounty ha avuto ben tre adattamenti cinematografici: La tragedia del Bounty (Mutiny on the Bounty, 1935) di Frank Lloyd (che è il migliore), quello di Milestone del 1962 e Il Bounty (The Bounty, 1984) di Roger Donaldson. Questo remake del film di Lloyd è un’opera pretenziosa e squilibrata, visivamente imponente e ben recitata ma anche fortemente discontinua nelle tre parti in cui è idealmente divisa. La lavorazione della pellicola fu lunga e travagliata, i costi di produzione schizzarono alle stelle soprattutto a causa delle bizze del carismatico protagonista, Marlon Brando, che prima impose la sostituzione del regista (Carol Reed venne rimpiazzato da Lewis Milestone perchè non gradito all’attore) e poi, durante le riprese, litigò quasi con tutti, colleghi del cast e produttori, tranne che con la bella attrice polinesiana Tarita Teriipia (al suo primo e unico film) che poi divenne la sua terza moglie da cui ebbe due figli. Il risultato fu un clamoroso flop commerciale che fece quasi fallire la MGM e che peggiorò ulteriormente la reputazione caratteriale del divo di Omaha. Per quanto sia “vittima” di Brando il film ha i suoi momenti notevoli, alternati ad altri didascalici, con l’epilogo sull’isola di Pitcairn totalmente deludente (anche a causa dei continui cambiamenti di sceneggiatura in corso d’opera). Nel cast i due antagonisti Marlon Brando e Trevor Howard offrono prestazioni eccellenti (in particolare Brando si distingue per il perfetto accento british che però si perde del tutto con il doppiaggio italiano) e accanto a loro segnaliamo Richard Harris, Hugh Griffith, Richard Haydn e Tarita Teriipia. Nonostante la lavorazione disastrata e il fallimento al botteghino il film si guadagnò sette nomination agli Oscar ma non vinse nessun premio.

Voto:
voto: 3/5

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