mercoledì 14 giugno 2017

I cannoni di Navarone (The Guns of Navarone, 1961) di J. Lee Thompson

Durante la seconda guerra mondiale l’isola di Keros, nel mar Egeo, è presidiata dagli inglesi che sono però in grande difficoltà sotto i continui attacchi dei tedeschi. Gli alleati non riescono a inviare i rinforzi necessari per la presenza di due micidiali cannoni giganteschi che i nazisti hanno collocato sulla vicina isoletta di Navarone e che colpiscono, affondandola, qualunque nave nemica che transita nella zona. Un gruppo di volontari angloamericani di Keros, insieme a dei partigiani greci, decidono di tentare una pericolosa missione per raggiungere Navarone con una piccola imbarcazione e far esplodere i terribili cannoni. Ma tra di loro c’è una spia che informa il nemico di ogni loro mossa. Spettacolare kolossal bellico avventuroso di J. Lee Thompson (che prese il posto di Alexander Mackendrick licenziato una settimana prima dell’inizio delle riprese per divergenze artistiche con la produzione), ispirato al romanzo omonimo di Alistair MacLean. E’ una grande avventura di guerra e di mare di ampio respiro epico e di fenomenale imponenza visiva, grazie agli incredibili effetti speciali di Bill Warrington e Vivian C. Greenham, premiati con l’Oscar. Memorabili le sequenze di azione che garantiscono una suspense costante, invece le pecche sono tutte nei dialoghi retorici e nello scarso approfondimento dei personaggi, che appaiono fortemente stereotipati. Il cast di stelle (Gregory Peck, David Niven, Anthony Quinn, Stanley Baker, Irene Papas, Richard Harris e Anthony Quayle) è totalmente al servizio della grande spettacolarità e dell’azione incessante a cui il film mira. Obiettivo raggiunto: grande successo di pubblico e incassi record per un’opera che garantisce un gradevole intrattenimento action per gli amanti dei filmoni di guerra un po’ datati, dove si spara molto e si pensa poco. Aspettarsi qualcosa di più è quasi un delitto: una sorta di “Mission Impossible” bellica ante litteram, con tutto ciò che ne consegue.

Voto:
voto: 3/5

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