domenica 31 dicembre 2023

Come pecore in mezzo ai lupi (2023) di Lyda Patitucci

Nella Roma contemporanea Vera, donna risoluta e indurita dalla vita, lavora per una banda di criminali serbi occupandosi di fornire loro i mezzi e i materiali necessari ai loro colpi. Il capo del gruppo è il violento Dragan, che obbedisce ad un proprio rigido codice morale, apparentemente cristiano ma in realtà del tutto distorto. Intorno a loro girano due italiani, sgherri di mezza tacca, tra cui lo smilzo Bruno. Saranno proprio gli italiani a fiutare il colpo della vita, l'assalto ad un furgone portavalori con tre milioni di euro, e a proporre l'affare ai serbi, sperando così di poter cambiare le loro esistenze da reietti. Ma le soprese sono dietro l'angolo. Interessante esordio alla regia della ferrarese Lyda Patitucci, che si è fatta le ossa come assistente di Matteo Rovere e poi con una serie di prodotti televisivi. Scritto da Filippo Gravino, "Come pecore in mezzo ai lupi" è un crime italiano secco e oscuro, che gioca abilmente con la psicologia dei pochi personaggi preferendo le attese minacciose all'azione, e creando un costante clima di tensione che deriva dal tormento interiore dei protagonisti, dove non è mai chiaro fino alla fine chi è chi e chi fa cosa. Senza svelare nulla sull'epilogo, che forse è il lato più debole dell'opera a causa della mancanza di coraggio per osare fino in fondo, possiamo dire che il titolo, emblematico, viene messo spesso in discussione nello stabilire con certezza chi sia pecora e chi sia lupo nel branco di criminali, suggerendo che, probabilmente, la vera chiave di lettura risiede nel mezzo, nella coesistenza di istinti opposti, piuttosto che in una catalogazione univoca. Ambientato in una Roma grigia e asettica, il film ha una forte durezza che attiene più alle emozioni, al mondo interiore dei personaggi, piuttosto che alla violenza esplicita, che pure non manca ma non è la componente principale. Isabella Ragonese fa come sempre un ottimo lavoro nel tratteggiare una donna tormentata e misteriosa, sola ma per niente a disagio in un mondo di maschi feroci, e anche Andrea Arcangeli, che interpreta Bruno, è perfettamente calibrato in un ruolo ricco di sfumature. In definitiva un'opera prima ben riuscita per una regista da tenere d'occhio.

Voto:
voto: 3,5/5

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