In un'America sconvolta da tensioni sociali e tendenze politiche intolleranti, un gruppo terroristico di estrema sinistra, noto come "French 75", combatte contro il sistema con azioni armate come attentati a strutture istituzionali, rapine in banca e irruzioni in campi di detenzione per liberare immigrati perseguitati dal governo. Tra di loro svettano due forti personalità: Bob (detto "Ghetto Pat") e la sua donna Perfidia, afroamericana bella, pericolosa e incontrollabile. La loro nemesi è il colonnello Lockjaw, fanatico militare fedelissimo alla causa del sistema, ma sessualmente ossessionato da Perfidia. Dopo molti anni Pat, invecchiato e con seri problemi di dipendenza da alcool e droghe, si è ritirato dalla lotta armata e cerca di crescere, tra mille ansie, sua figlia Willa, nata dalla relazione con Perfidia, ma abbandonata dalla madre che non ha mai interrotto la sua attività di guerrigliera. Ma Lockjaw non ha dimenticato i vecchi trascorsi e riesce a intercettare Pat e Willa, per vendicarsi e chiudere i conti in sospeso. Nonostante i problemi fisici "Ghetto Pat" sarà costretto a tornare "in guerra" contro il nemico di sempre, con l'aiuto di Sergio St. Carlos, stimato leader di un'organizzazione clandestina che difende gli immigrati dalle oppressive leggi del governo. Adattando (per la seconda volta nella sua carriera) un libro di Thomas Pynchon ("Vineland"), Paul Thomas Anderson crea il suo personale "grande romanzo americano" con questo thriller politico, distopico, meticcio e ricco d'azione, che guarda dritto al mondo occidentale di oggi e alla direzione che sta prendendo, tra intolleranza, estremismo, violenza, razzismo, autoritarismo e idee reazionarie che rimandano a un passato ancora recente e doloroso. Mescolando abilmente una grottesca commedia nera con gli stilemi del genere action classico, Anderson offre una visione paranoica, ibrida e apparentemente da fiction storica del mondo moderno, dove il caos politico e sociale va a braccetto con quello delle relazioni familiari e degli affetti personali. E se azione e ironia sono gli aspetti più evidenti della firma stilistica impressa dal regista, il vero cuore del film risiede nel legame ancestrale tra padri e figli, che potrebbe essere letto, in modo metaforico ma perfettamente in linea con le idee di Pynchon e Anderson, come il rapporto tra i Padri (Fondatori) di una nazione e di un'idea di democrazia e quei figli indegni che ne hanno sperperato gli insegnamenti e i valori umani. E' forse il più semplice e lineare tra i film del regista, ma come sempre Anderson sa regalarci momenti di puro grande Cinema, come il lungo, magnifico inseguimento finale che resterà a lungo impresso nella memoria degli spettatori. Ben 13 nomination agli Oscar 2026 e 6 statuette conquistate, tra cui 3 per P.T. Anderson (miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura non originale). Nel sontuoso cast che annovera stelle come Leonardo DiCaprio, Benicio Del Toro e Sean Penn (qui al suo terzo Oscar vinto in carriera), spiccano le interpreti femminili: Chase Infiniti e Teyana Taylor.
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