lunedì 7 novembre 2011

Andrej Rublëv (Andreij Rubliov, 1966) di Andrej Tarkovskij

Nella Russia medioevale, sconquassata dalle invasioni di popoli asiatici e da faide intestine, si racconta la vita del monaco Andrej Rublëv, il più grande pittore di icone della Cristianità. Ambientato nei primi anni del 1400 e diviso in 8 capitoli (più un prologo ed un epilogo), è una grandiosa epopea storica, di stile prezioso e di sontuosa magnificenza visiva, che si erge a metafora del potere dell'Arte di eternare gli umani, cambiare la storia e piegare la tirannia. E' il miglior film del Maestro Tarkovskij ed uno dei Capolavori assoluti della Storia del Cinema. Il prologo, apparentemente sconnesso, ci mostra un uomo di nome Yefim che, novello Icaro, prepara una mongolfiera e si lancia in volo dal tetto di una chiesa per poi precipitare al suolo. Nei capitoli successivi (Il buffone, Teofane il Greco, La passione secondo Andrej, La festa, Il giudizio universale, La scorreria, Il silenzio, La campana) ci viene mostrata, con lucido realismo, la vicenda umana ed artistica di Andrej Rublëv, che ora appare come spettatore, ora come protagonista, ora come presenza evocata. L'epilogo (a colori) è la degna chiosa: ci vengono presentate le opere del pittore, a sugellarne la grandezza per l'eternità. Come tutti i capolavori il film presenta diverse chiavi di lettura, anche politiche, ad esempio trasuda il chiaro dissenso dell'Autore verso la politica oligarchica dell'Unione Sovietica degli anni '60. Non a caso fu boicottato dalle autorità sovietiche che ne ritardarono a lungo l'uscita. E' sicuramente il più grande film russo mai realizzato: minuzioso, epico, poetico, possiede la solennità di un trattato teosofico e la densità espressiva di un poema storico.

Voto:
voto: 5+/5

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