martedì 1 novembre 2011

Velluto Blu (Blue Velvet, 1986) di David Lynch

Uno dei capolavori del Maestro David Lynch, film culto degli anni '80, per molti "maledetto", ma tappa obbligata dei percorsi cinematografici underground d'Autore. E' un film duro, violento, onirico, denso di suggestioni torbide ma anche di enorme fascino visivo, che riafferma il grande talento visionario di Lynch, autentico genio nell'esplorazione surreale e straniante dell'inconscio umano. Nonostante la violenza estrema dei contenuti e di alcune sequenze, lo stile (elevatissimo) tutto soccorre e, d'altra parte, Lynch si è da tempo meritato la franchigia del grande Autore. "Velluto Blu" è un fosco e potente apologo sul male e sulla perversione che si nascondono dietro la facciata tranquillizzante e perbenista della provincia americana, uno dei temi preferiti del regista, che sarà poi il cuore della sua serie tv di grande successo, "Twin Peaks". Come sempre in Lynch le atmosfere sono ipnotiche, le immagini potenti, le situazioni surreali, i personaggi ambigui ed indimenticabili: memorabile Dennis Hopper, nell'interpretazione di uno dei migliori cattivi psicopatici di sempre, ma anche Dean Stockwell non sfigura al confronto. Molto brava e di grande presenza scenica la nostra Isabella Rossellini, in un ruolo sicuramente arduo. Tra scene madri e situazioni sopra le righe, i momenti di grande Cinema abbondano: basti solo citare come viene affrontato il sottile rapporto vittima-carnefice, suscitando non poche vertigini morali. E va altresì ricordato che l'intero film si erge ad inquietante metafora dell'atto dello spiare, ovvero del voyeurismo che è poi alla base dello stesso processo cinematografico. Non è la migliore in assoluto tra le opere di Lynch, ma resta seminale per la sua estetica: una pietra miliare del suo percorso cinematografico.

Voto:
voto: 4,5/5

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