martedì 23 novembre 2021

Follia d'amore (Fool for Love, 1985) di Robert Altman

Un lurido motel sperduto nel nulla vicino al deserto Mojave nel Nuovo Messico. Una bionda inquieta e bellissima che vi lavora. Un vecchio gestore ubriacone un po' smarrito. Uno straniero audace che arriva sul posto e intreccia subito una focosa relazione sessuale con la donna. Il tutto con atmosfere che sembrano sospese, come in attesa perenne di qualcosa e sotto lo sguardo impassibile del vecchio. Sembra di essere fuori dal mondo e dal tempo, eppure è evidente che sta per accadere qualcosa. Torbido dramma d'atmosfera di Robert Altman, tratto da una sceneggiatura scritta da Sam Shepard (che è anche il protagonista del film), adattando una sua pièce teatrale. Per lunghi tratti è un film sfuggente e quasi indefinibile, con pochi punti fermi e un'ambientazione "lunare" di grande fascino evocativo, con il fuoco dell'erotismo che arde negli occhi dei protagonisti, il germe della violenza che striscia sotto pelle e l'ombra della tragedia che si cela tra le pieghe del racconto. Ancora una volta Robert Altman ci spiazza con un'opera diversa dai suoi canoni tipici, cupamente intimistica, sottilmente morbosa, una lenta ballata costellata da figure malinconiche che sembrano riflessi della memoria, incorniciate in uno scenario di squallido degrado e filmate con movimenti di macchina lunghi e morbidi, con estrema attenzione ai dettagli e raffinata cura delle sfumature, a cominciare dalla bella colonna sonora di George Burt e Sandy Rogers. E' anche un film di attori, in cui spicca Kim Basinger, bella da fare male ma anche di mirabile intensità e di ambigua malia, non c'è dubbio che questa sia una delle interpretazioni migliori della sua carriera. Nelle movenze, negli sguardi e nella sensualità a fior di pelle, l'attrice americana ricorda molto la Brigitte Bardot dei primi anni '60 ed è palese come, sotto la guida di un grande direttore di attori come Altman, tutte le sue doti vengano esaltate. Harry Dean Stanton è perfetto, malinconico e tenero nel ruolo del vecchio del bar, mentre il protagonista Sam Shepard è l'anello debole della catena, troppo tranquillo e serioso per risultare del tutto credibile. Il colpo di scena finale, inatteso e riuscito, sposta l'intero film sotto una luce diversa, creando nello spettatore un senso di vertigine, con echi lontani di Tennessee Williams.
 
Voto:
voto: 3,5/5

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