domenica 21 novembre 2021

Quills - La penna dello scandalo (Quills, 2000) di Philip Kaufman

Nella Francia del XVIII secolo il marchese de Sade, benchè recluso nel manicomio di Charenton, continua a far pubblicare i racconti "immorali" e "scandalosi" che la sua libidinosa fantasia crea con prolifica veemenza. La sua complice è una giovane lavandaia, Madeleine LeClers, soggiogata dalla maliziosa personalità dell'uomo e attratta dal suo fascino perverso. Madeleine fa uscire dall'istituto gli scritti del marchese e li consegna di nascosto al suo editore, che poi li diffonde con grande successo sul mercato nero. In breve lo scandalo divampa per tutta la Francia e giunge fino ai piani alti del potere. Così nel manicomio viene inviato il severo dottor Royer-Collar con la missione di mettere a tacere de Sade con ogni mezzo. Cupo dramma biografico di Philip Kaufman, scritto da Doug Wright, e ispirato agli anni del periodo di segregazione in un sanatorio del marchese Donatien Alphonse François de Sade, figura controversa della letteratura "proibita" del '700, passato alla storia per i suoi scritti carichi di sesso e violenza, spesso spinti fino ad estremismi tali da sfociare nel surreale grottesco, al cui nome si deve l'origine del vocabolo "sadismo", utilizzato per definire il piacere sessuale che deriva dall'infliggere dolore fisico o umiliazioni psicologiche al partner. Doug Wright ha sceneggiato il film partendo dalla sua omonima pièce teatrale e proponendo una chiave di lettura originale, fosca e pungente contro il potere, che avrebbe decisamente meritato uno sviluppo più coraggioso, più sottile e meno basato sugli effetti macabri che inevitabilmente catturano le attenzioni del pubblico, finendo per distrarlo dello spirito anti-sistema dell'opera. L'idea di Wright (ben più chiara nella versione teatrale che nel film) è quella di rendere de Sade, pur con tutto il suo arrogante carico di narcisismo, esibizionismo e psicopatologie sessuali, un simbolo estremo della libertà di espressione che viene perseguitato in quanto anticonformista e non omologato, e successivamente reso "inoffensivo" con metodi crudeli da Santa Inquisizione da un potere spietato, cinico, intransigente e bigotto, che risulta ben più sadico di lui nei metodi adottati e nell'ideologia intollerante. Peccato però che il regista non si dimostri all'altezza di un soggetto così esplosivo e finisca per impantanarsi principalmente nel sensazionalismo becero, negli eccessi raccapriccianti, concedendosi anche diverse licenze storiche sui fatti e sui personaggi. Quello che però riesce efficacemente è la raffigurazione del grande potere immaginifico, trasgressivo, concettuale, rivoluzionario e politico della scrittura ("quill" in inglese significa "penna"), a volte capace di influenzare la storia allo stesso modo di guerre, carestie, sciagure naturali e pestilenzie. La forza (e il pericolo) costituito dalle idee sono alla base di questa pellicola che si colloca a metà strada tra le logiche produttive di Hollywood e il cinema d'autore europeo, finendo per essere un ibrido un po' annacquato. Di grande spessore il cast con Geoffrey Rush, Kate Winslet, Joaquin Phoenix, Michael Caine e Billie Whitelaw. Rush, nei panni di Sade, è il mattatore assoluto, meritatamente candidato all'Oscar come miglior attore protagonista, ma anche Caine eccelle ed inquieta nel ruolo della sua nemesi, il dottor Royer-Collar, implacabile "esorcista" privo di scrupoli, tronfio dello stendardo dei "buoni" che sventola come franchigia delle sue turpi azioni.

Voto:
voto: 3/5

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