lunedì 28 agosto 2017

La donna della domenica (La donna della domenica, 1975) di Luigi Comencini

Il commissario Santamaria, romano in servizio a Torino, indaga sull'omicidio di un noto e losco architetto cittadino, coinvolto in affari equivoci, colpito ripetutamente alla testa con un fallo di marmo. Gli indizi lo conducono negli ambienti dell'alta borghesia locale con particolare riferimento alla bella signora Anna Carla Dosio, moglie annoiata di un ricco industriale da cui il commissario viene subito affascinato, e ad un suo confidente omosessuale di nome Massimo. Le indagini si complicano notevolmente a causa dell'intreccio contraddittorio di elementi probatori e per l'ingerenza costante dei superiori del poliziotto che, temendo di suscitare uno spiacevole scandalo nella Torino "bene", gli intimano la massima cautela. Ma intanto avviene un secondo delitto dalle modalità analoghe al primo. Elegante giallo tratto dall'omonimo romanzo (di grande successo) di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, sceneggiato dalla storica coppia Age & Scarpelli, musicato da Ennio Morricone e ben diretto da Luigi Comencini con stile intrigante, senza rinunciare ad ironici tocchi da commedia per dispensare graffi velenosi al perbenismo ipocrita dell'alta società torinese. Pedissequamente fedele al libro ispiratore (e in questo molti ci hanno visto un limite), il film si avvale della sontuosa ricostruzione ambientale della Torino estiva ("falsa e cortese" come da proverbio) ed ha il suo elemento più interessante nel "viaggio" di un uomo normale all'interno di un universo decadente, austero ed elitario, i cui personaggi gli appaiono come fantasmi di un mondo chiuso che apparentemente lo tollerano ma, in realtà, lo respingono con signorile affabilità. Il punto di vista inedito e alieno del poliziotto protagonista diventa lo strumento affilato con cui il regista cerca di aprire squarci di verità nella cortina impenetrabile della casta alto borghese. Ottima la squadra di attori, diretti sapientemente dall'autore, con Marcello Mastroianni, Jean-Louis Trintignant, Jacqueline Bisset, Aldo Reggiani, Pino Caruso e Lina Volonghi. Alcuni critici piemontesi hanno contestato al film la perdita di quell'atmosfera torinese che invece costituisce uno dei punti di forza del romanzo di Fruttero e Lucentini. Bellissime le sequenze girate al Balon, lo storico mercato delle pulci di Torino, equivalente della più nota Porta Portese di Roma.

Voto:
voto: 3,5/5

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