martedì 3 agosto 2021

1981: Indagine a New York (A Most Violent Year, 2014) di Jeffrey C. Chandor

New York, 1981. Abel Morales, ambizioso immigrato che insegue il miraggio del Sogno Americano, gestisce un'azienda di carburanti con buon successo, ma decide di puntare più in alto investendo in un deposito di maggiori dimensioni per aumentare i profitti della sua impresa. Ma si trova a fare i conti con una banda di malfattori che prosciugano le sue cisterne e con un'indagine governativa su presunte attività illecite da lui compiute in passato. Nell'anno che fece registrare il più alto tasso di crimini commessi nella "grande mela", l'uomo deve compiere una scelta cruciale: continuare a percorrere la retta via, rischiando di perdere tutto ciò che ha costruito, o cedere alle scorciatoie del malaffare. La bella Anna, moglie devota e determinata, lo sostiene con granitica tenacia. Ma le sorprese sono dietro l'angolo. Il terzo lungometraggio di J.C. Chandor (autore anche di soggetto e sceneggiatura) è un thriller crime secco e teso, visivamente splendido nella pittorica impaginazione fotografica curata da Bradford Young, perfetto nella ricostruzione ambientale d'epoca e forte di uno stile narrativo classico che ricorda il cinema di Sidney Lumet. E' un film eticamente violento sul dilemma tra rettitudine e disonestà di fronte a condizioni estreme di forza maggiore, che finisce per riflettere lucidamente sull'ambiguità della natura umana, sul relativismo dei concetti di bene e di male e sul lato oscuro dell'American Dream. Temi importanti come corruzione, violenza e razzismo vengono affrontati senza effettismi, senza scene madri, ma con una dura sobrietà espressiva che gioca principalmente sui sottotesti, sui dialoghi, sui conflitti che covano sotto la cenere di una metropoli tentacolare, sordida e degradata, simbolo perfetto della decadenza occidentale. Eccellenti i due attori protagonisti, Oscar Isaac e Jessica Chastain, efficaci e incisivi nei rispettivi ruoli. Da dimenticare la patetica traduzione italiana del titolo, che banalizza l'originale nel peggiore dei modi e ne disperde il senso più intimo.

Voto:
voto: 3,5/5

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