venerdì 20 agosto 2021

Prisoners (2013) di Denis Villeneuve

In una piccola città di provincia della Pennsylvania, la scomparsa di due bambine uscite a giocare insieme nel giorno del Ringraziamento e svanite nel nulla, getta nella disperazione due famiglie, unite da vecchia amicizia: i Dover e i Birch. Le reazioni sono diverse a seconda delle caratteristiche caratteriali, in particolare Keller Dover, che è un uomo d'azione incline alla violenza, si scatena in una caccia all'uomo, partendo dall'indizio di un camper che ha notato sostare in zona il pomeriggio della scomparsa delle due piccole. Il detective Loki, poliziotto scrupoloso, cerca di calmare le acque per non vedere compromesse le sue indagini, ma sa benissimo che la tempestività è un requisito essenziale in un caso come questo. I suoi primi sospetti cadono su Alex Jones, un ragazzo ritardato fermato ma poi rilasciato per mancanza di reali prove a suo carico. Ma Keller è convinto che il colpevole sia lui e parte a testa bassa, decidendo di agire per conto proprio. Intanto dalle investigazioni di Loki emergeranno una serie di insospettabili segreti oscuri che riguardano diversi cittadini della comunità, che non è così pulita come lascia apparire in superficie. Questo cupo thriller poliziesco è il primo film americano del canadese Denis Villeneuve, regista talentuoso e promettente salito alla ribalta mondiale dopo il successo de La donna che canta (Incendies, 2010). E' un film ansiogeno di suspense e dal cuore nero, in cui il patos è scandito dalla disperata caccia all'uomo in lotta contro il tempo e le cui atmosfere tetre rammentano a tratti le pellicole di David Fincher. Ma è anche una grande metafora sulla società americana contemporanea e sul suo intrinseco dark side, ben celato sotto la patina del perbenismo. E' questo l'aspetto a cui il regista è maggiormente interessato e, attraverso l'analisi impietosa degli scheletri nell'armadio di un microcosmo provinciale, egli evidenzia i problemi di un intero paese che è prigioniero della sua ossessione di grandezza, che ha smarrito la fede e gli ideali, che è in preda ad una pericolosa paranoia che gli fa vedere nemici dietro ogni angolo, che è atterrito da chi appare diverso e non conforme, che confonde la giustizia con il linciaggio, che ritiene la fragilità una imperdonabile debolezza, che è ancora inconsciamente ancorato agli atavici ideali di violenza su cui è stato edificato. Nelle due diverse concezioni della vita di Dover e di Loki c'è la medesima solitudine esistenziale, un analogo pessimismo nei riguardi del prossimo e la stessa esposizione al contagio del male. Notevole il cast stellare che riunisce Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Maria Bello, Terrence Howard, Paul Dano, Viola Davis e Melissa Leo. Peccato che lo spettatore più scafato e abituato alle dinamiche dei thriller non impiegherà troppo tempo a individuare il colpevole.

Voto:
voto: 3,5/5

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