lunedì 9 agosto 2021

I morti non muoiono (The Dead Don't Die, 2019) di Jim Jarmusch

In un'anonima cittadina della provincia americana, Centreville, iniziano ad accadere fenomeni sconcertanti con le ore del giorno e della notte che non seguono più il normale andamento e gli animali che si comportano in modo strano, come se avvertissero una minaccia incombente. Le notizie che giungono dai media sono allarmanti, questi eventi sono provocati dalle azioni umane che per anni hanno sfruttato le risorse naturali in modo indiscriminato e compromesso gli equilibri del pianeta in maniera irreversibile. Come ultimo effetto i morti si risvegliano, escono dalle tombe e iniziano a nutrirsi della carne dei viventi. Gli abitanti si difendono come possono, ma la lotta appare subito impari e disperata. Tra questi il sardonico capo della polizia, il suo braccio destro appassionato di film dell'orrore e fissato con gli zombie e una poliziotta pavida che vorrebbe essere altrove. L'unica che sa il fatto suo è la misteriosa Zelda Wiston, una stravagante becchina abilissima a maneggiare le lame giapponesi. Il 13-esimo lungometraggio del talentuoso Jim Jarmusch (da lui anche scritto e sceneggiato) è una strampalata miscela in salsa surreale tra horror farsesco, commedia nera, cultura pop, citazionismo cinefilo, metacinema, genere fantastico e satira politico antropologica sulla deriva del mondo contemporaneo (con particolare riferimento al modello capitalistico occidentale). Davvero troppo per riuscire a mantenere la giusta dose di equilibrio, approfondire anche uno solo dei numerosi aspetti citati in maniera lucida e cogliere davvero nel segno. E' un film volutamente leggero che non si prende mai sul serio, un purissimo divertissement d'autore manierista ed autoreferenziale, che potrà irritare o divertire a seconda di quanto si è appassionati del regista e di questo tipo di pellicole. E' un'opera weird che vive di singoli momenti (alcuni dei quali sono irresistibili e faranno la gioia dei cinefili e dei nerd), ma che manca della necessaria compattezza d'insieme per andare oltre una superficiale goliardia sarcastica di matrice colta e d'intento critico. Considerando il ricco cast che annovera stelle, stelline e volti abituali del cinema d'essai (tra questi ricordiamo Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Iggy Pop, Tom Waits e Selena Gomez), la sensazione di occasione sprecata aumenta. Il personaggio più riuscito e misterioso è quello della Swinton, anche grazie al carisma mimetico dell'attrice che da tempo sembra saper trasformare in oro tutto quello che tocca.

Voto:
voto: 2,5/5

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