lunedì 30 agosto 2021

Da zero a dieci (2002) di Luciano Ligabue

Quattro amici di Correggio (Reggio Emilia), Giove, Libero, Biccio e Baygon, alla soglia fatidica dei 40 anni, decidono di trascorrere un weekend lungo a Rimini per concludere degnamente un'esperienza di 20 anni prima, interrotta bruscamente dalla tragica morte di un caro amico, Mirco, vittima della bomba che causò la strage nella stazione di Bologna il 2 agosto 1980. I quattro convocano per l'occasione anche le ragazze che avevano conosciuto in quel tragico weekend per riavvolgere il tempo, ricordare l'amico scomparso, cercare di cancellare il dolore attraverso un goliardico divertimento e tracciare un bilancio esistenziale. Libero ha predisposto per ognuno di loro un momento di evasione dedicato, provando ad esaudire un personale desiderio segreto. Invece Giove, fedele a un suo antico vezzo, chiede a tutti di dare una valutazione sincera della propria vita attraverso un voto numerico, da 0 a 10. Dopo l'inatteso successo popolare del suo lungometraggio di esordio, Radiofreccia (1998), il rocker Luciano Ligabue, sollecitato dal produttore Domenico Procacci, prova subito a bissare gli esiti felici della sua esperienza nel mondo del cinema con un nuovo dramma generazionale di provincia (da lui anche scritto), sempre ispirato ai suoi ricordi di gioventù. Lo schema emotivo-narrativo è simile a quello del film precedente, ma stavolta l'autore intende realizzare un'opera più ambiziosa, più sfavillante, più audace, mescolando l'aspetto lirico dell'affresco nostalgico con connotazioni tragiche di aspetto storico (la strage di Bologna) e riflessioni esistenziali dal sapore amaramente malinconico. L'ambientazione riminese, emblematica e pregnante, è il simbolo di quello slancio di evasione tipico della gioventù di provincia, che cerca altrove un riscatto, un'occasione, un sogno, per poi trovarsi a scoprire che la vita è tanto prodiga di illusioni quanto di crudeli sorprese e che l'età adulta arriva presto a bussare alla porta, con tutto il suo carico di delusioni e affanni, lasciandoti il dolce rimpianto di una beata giovinezza che è volata via in un lampo. Ligabue intende raccontare tutto questo e in buona parte ci riesce, anche grazie alla bella squadra di attori (Massimo Bellinzoni, Stefano Pesce, Pierfrancesco Favino, Stefano Venturi, Elisabetta Cavallotti), dimostrando un indubbio talento naturale come vigoroso "cantastorie" di provincia. Il film appare però complessivamente meno riuscito del precedente, ugualmente generoso e appassionato ma anche meno sincero, più artificioso e più effettistico nelle svolte drammatiche. Ma comunque gradevole, lucido e intelligente, con qualche apprezzabile inserto musicale contenente dei brani inediti scritti per l'occasione dal regista-cantautore.

Voto:
voto: 3/5

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