Durante
la prima guerra mondiale Yurij Andrèevic Živago, medico russo sposato con la
cugina Tonja, si invaghisce della bella crocerossina Lara Antipov, a sua volta
sposata con il filosofo idealista Pasha. Durante la rivoluzione di Ottobre Yurij
si rifugia con moglie e figlio in un piccolo villaggio sui monti Urali dove ritrova
nuovamente Lara e, cedendo alla passione, ne diviene l'amante. Ma l’idillio non
dura a lungo: tra guerre, conflitti civili e vicende politiche i due amanti si
perderanno di vista e si ritroveranno più volte in un crescendo drammatico
sempre più tormentato. Celebre melodramma storico tratto dal romanzo omonimo di
Boris Leonidovič Pasternak, che fruttò allo scrittore il Nobel per la
letteratura del 1958. Diretto da David Lean con rigida austerità e ampolloso
sentimentalismo, disperde quasi del tutto gli aspetti politici e sociali del
testo ispiratore, abbracciando senza mezzi termini la direzione romantica con
una sdolcinatezza strappalacrime di dozzinale ruffianeria che però ha decretato
il grande successo commerciale del film, facendone un grande classico per tutti
i romanticoni incalliti che amano andare al cinema provvisti di kleenex. Una
ulteriore spinta emotiva in tal senso è fornita dalle musiche al miele di Maurice
Jarre, il cui “tema di Lara” divenne un tormentone famosissimo. Buono il cast
con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Rod Steiger e Alec Guinness
e memorabili le riprese nei campi lunghi innevati o la direzione delle
imponenti sequenze di massa che rappresentano i momenti migliori dell’opera.
Candidato a dieci nomination agli Oscar, tra cui quella di miglior film per il
nostro Carlo Ponti (produttore della pellicola), vinse soltanto premi tecnici
(sceneggiatura, fotografia, scenografia, costumi e colonna sonora) mancando
quelli principali, con grande rammarico del regista che sperava di replicare il
successo di Lawrence d'Arabia e Il ponte sul fiume Kwai.
Voto:

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