Nell’Inghilterra
di fine ‘800 la giovane Tess, umile campagnola di bell’aspetto, scopre di
discendere da una nobile casata e parte per conoscere i suoi presunti facoltosi
parenti. Ma l’ingresso dell’ingenua ragazza nella ricca borghesia non sarà
indolore, verrà infatti sedotta dal subdolo donnaiolo Alec Stoke e tornerà a
casa con una gravidanza inattesa e scandalosa. Dopo aver perso il figlio, che
muore appena nato, Tess torna alla dura vita dei campi con una ferita aperta
nel cuore. Dopo qualche anno conosce e sposa il gentile Angel, figlio di un
pastore protestante, ma quando gli rivela la verità sul suo passato questi la
ripudia per la vergogna e parte per un paese straniero. Sopraffatta dal dolore,
dalla miseria e dai rimorsi, Tess decide di vendicarsi dell’uomo che le ha
distrutto la vita. Dal romanzo “Tess dei
D'Urbervilles” (1891) di Thomas Hardy, adattato con meticolosa adesione al
testo letterario, Polanski ha tratto un formidabile dramma sentimentale in
costume, notevole sia come affresco d’epoca sia come ritratto lirico sia come
amara parabola sull’intreccio tra volontà e destino. Splendide le ambientazioni
ed i paesaggi bucolici impreziositi dalla fotografia solare di Ghislain Cloquet
e Geoffrey Unsworth, che dona risalto anche alla luminosa bellezza acerba della
protagonista Nastassja Kinski, a suo agio in un ruolo di intensa drammaticità.
Tra profonde ingiustizie sociali, veti oppressivi e mentalità retrograde,
questo film duro e puro è una limpida allegoria sulla ricerca disperata
dell’amore e del proprio ruolo nel mondo. Ma anche un veemente atto d’accusa
alla cattiveria umana che, per il perseguimento egoistico del proprio piacere,
calpesta impunemente innocenza, bellezza e dignità come in un crudele
sacrificio pagano. Non a caso il regista ambienta il tragico finale a Stonehenge,
luogo antico e sacro, che simboleggia il sacrificio. La pellicola vinse tre
premi Oscar tecnici: fotografia, scenografia e costumi ed è uno dei film
generalmente “dimenticati” del grande autore polacco, che merita ovviamente il
recupero. La versione home video disponibile in Italia è tagliata di 25 minuti
rispetto a quella originale che dura 190 minuti.
Voto:

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