giovedì 15 giugno 2017

Tess (Tess, 1980) di Roman Polanski

Nell’Inghilterra di fine ‘800 la giovane Tess, umile campagnola di bell’aspetto, scopre di discendere da una nobile casata e parte per conoscere i suoi presunti facoltosi parenti. Ma l’ingresso dell’ingenua ragazza nella ricca borghesia non sarà indolore, verrà infatti sedotta dal subdolo donnaiolo Alec Stoke e tornerà a casa con una gravidanza inattesa e scandalosa. Dopo aver perso il figlio, che muore appena nato, Tess torna alla dura vita dei campi con una ferita aperta nel cuore. Dopo qualche anno conosce e sposa il gentile Angel, figlio di un pastore protestante, ma quando gli rivela la verità sul suo passato questi la ripudia per la vergogna e parte per un paese straniero. Sopraffatta dal dolore, dalla miseria e dai rimorsi, Tess decide di vendicarsi dell’uomo che le ha distrutto la vita. Dal romanzo “Tess dei D'Urbervilles” (1891) di Thomas Hardy, adattato con meticolosa adesione al testo letterario, Polanski ha tratto un formidabile dramma sentimentale in costume, notevole sia come affresco d’epoca sia come ritratto lirico sia come amara parabola sull’intreccio tra volontà e destino. Splendide le ambientazioni ed i paesaggi bucolici impreziositi dalla fotografia solare di Ghislain Cloquet e Geoffrey Unsworth, che dona risalto anche alla luminosa bellezza acerba della protagonista Nastassja Kinski, a suo agio in un ruolo di intensa drammaticità. Tra profonde ingiustizie sociali, veti oppressivi e mentalità retrograde, questo film duro e puro è una limpida allegoria sulla ricerca disperata dell’amore e del proprio ruolo nel mondo. Ma anche un veemente atto d’accusa alla cattiveria umana che, per il perseguimento egoistico del proprio piacere, calpesta impunemente innocenza, bellezza e dignità come in un crudele sacrificio pagano. Non a caso il regista ambienta il tragico finale a Stonehenge, luogo antico e sacro, che simboleggia il sacrificio. La pellicola vinse tre premi Oscar tecnici: fotografia, scenografia e costumi ed è uno dei film generalmente “dimenticati” del grande autore polacco, che merita ovviamente il recupero. La versione home video disponibile in Italia è tagliata di 25 minuti rispetto a quella originale che dura 190 minuti.

Voto:
voto: 4/5

Nessun commento:

Posta un commento