Storia
“vera” di Loretta Lynn, nata in uno sperduto paesino di minatori del Kentucky,
con un’adolescenza trascorsa a badare ai fratelli più piccoli e a sognare di
diventare una cantante. L’incontro con l’impulsivo Doolittle, che insiste per
sposarla, cambia la sua vita. Pur mettendosi contro la famiglia, la giovane
Loretta convola a nozze con il suo spasimante e, tra tanto amore, molti figli e
molti sacrifici inizia a dedicarsi al suo sogno, grazie a una chitarra ricevuta
come regalo di anniversario dal premuroso marito. Nel giro di qualche anno
Loretta capisce di essere fatta per la musica: inizia a scrivere canzoni, a
cantare nei locali, riscuotendo un successo sempre crescente. Sbarcata a Nashville
arriverà fino in cima, reginetta incontrastata della musica country con fama,
ricchezza, concerti e tanti dischi venduti. Ma la celebrità non le impedisce di
restare fedele al marito e alla famiglia sempre più numerosa, con ben sei figli
da crescere. Spigliata biografia romanzata della vita e della carriera della
cantautrice country Loretta Lynn, che ebbe un clamoroso successo negli anni ’60
e ’70, sotto forma di nitida epopea del sogno americano, la favola preferita di
ogni cittadino statunitense. E’ un film pulito e garbato (anche troppo)
costruito ad hoc per piacere a tutti
ma il suo tono ottimisticamente sognante non può che far sorridere lo
spettatore raziocinante che sa di assistere ad un biopic (e quindi a vicende realmente accadute). Vale soprattutto
come accurato manifesto di un’epoca ancora ingenua, specialmente nella ruspante
provincia americana, e per la coinvolgente interpretazione di una Sissy Spacek
vitale e luminosa, un ciclone di energia positiva. Molto bravo anche Tommy Lee
Jones nel ruolo del fedele Doolittle, marito e manager di Loretta. La Spacek fu premiata con l’Oscar come miglior attrice
protagonista per la sua performance. Il
titolo originale in italiano suona come “La
figlia del minatore”, che è anche il titolo di una famosa canzone della Lynn.
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