martedì 13 giugno 2017

Il cavaliere della valle solitaria (Shane, 1953) di George Stevens

Shane, cavaliere errabondo e solitario, arriva in una valle del Wyoming dove i coloni locali sono taglieggiati dal prepotente allevatore Ryker che, con l’uso della forza, intende diventare il proprietario della vallata. Ospitato dalla fattoria degli Starrett, in cui il capofamiglia Johnny è un fiero oppositore di Ryker, Shane si rivela un valido pistolero che aiuterà la popolazione a liberarsi del tiranno oppressore. Idolatrato come un eroe dal figlio degli Starrett, il nostro andrà via esattamente come è arrivato, cavalcando verso l’orizzonte, dopo aver compiuto la sua missione. Il primo e unico western di George Stevens è una notevole anomalia in un genere fortemente codificato, nella sua riuscita commistione tra gli stilemi classici della mitologia della vecchia frontiera e la letteratura epico cavalleresca francese. L’accostamento tra avventura e romanticismo, azione e misticismo, senza rinunciare all’analisi psicologica dei personaggi tratteggiati con parco senso della misura, lo rende un film atipicamente originale nella lunga antologia dei western, a cominciare dall’attore protagonista, Alan Ladd, che lavora per sottrazione nel rendere il suo eroe silenzioso il più umano possibile. Splendida la colonna sonora di Victor Young e le immagini in campo lungo che omaggiano la mitologia fordiana, in un affresco che, tra poesia e violenza, malinconia e realismo, seppe diventare rapidamente un grande cult per le generazioni più giovani, oltre che una potente riflessione sulla famiglia e sulle ingiustizie del mondo. Completano il ricco cast Jean Arthur, Van Heflin, Brandon De Wilde, Jack Palance e Ben Johnson. Agli Oscar 1954, su sei nomination complessive, la pellicola vinse solo il premio alla migliore fotografia di Loyal Griggs. Nel film Il negoziatore (The Negotiator, 1998) di F. Gary Gray, c’è un celebre dialogo tra Samuel L. Jackson e Kevin Spacey dove ci si interroga sul vero finale de Il cavaliere della valle solitaria, in riferimento al dubbio se Shane fosse ferito mortalmente o illeso durante la sua cavalcata di commiato.

Voto:
voto: 4/5

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