New York, anni '50: Marty Piletti, italoamericano tozzo, goffo e complessato, lavora in una macelleria del Bronx e vive con la vecchia madre che lo assilla affinché trovi una fidanzata, come già hanno fatto da tempo i suoi fratelli e le sue sorelle. Un giorno, mentre si trova a una festa con degli amici, Marty incontra Clara, una maestrina impacciata e bruttina, ed è amore a prima vista. In breve il nostro diventa un altro ma la mamma e gli amici preferivano quello di prima. Concepito inizialmente come dramma televisivo, divenne poi un progetto cinematografico di grande successo e di notevole importanza storica, che portò una fresca ventata di cambiamento nel cinema hollywoodiano per il suo realismo crudo e per la sua minuziosa attenzione ad una fascia sociale quasi sempre trascurata sul grande schermo: la piccola borghesia dei quartieri periferici di emigrati assai affine, per linguaggio e modi di pensare, al proletariato. Grazie a questo suo spirito rivoluzionario, ad una regia misurata e a degli interpreti perfetti nei rispettivi ruoli, questa spontanea rivalsa dei perdenti, dei brutti e dei semplici toccò le corde emotive del pubblico e colpì molto la critica per il suo disarmante verismo. Sebbene i meriti innovativi dell'opera passino pressoché inosservati agli occhi dello spettatore moderno, sono però indiscutibili l'efficacia della ricostruzione socio-ambientale degli ambienti italoamericani, con tutto il relativo corredo di rituali e tradizioni familiari, la sensibilità del regista nel disegno dei personaggi e la grande interpretazione di Ernest Borgnine, storico caratterista di origine italiana del cinema hollywoodiano, che qui si prende la sua rivalsa, proprio come Marty, vincendo l'Oscar come miglior attore protagonista. La pellicola conquisterà altre tre "pesanti" statuette (miglior film, regia e sceneggiatura) e ben due premi al Festival di Cannes, tra cui la prestigiosa Palma d'Oro. Davvero niente male per un "timido".
Voto:

Nessun commento:
Posta un commento