Vita di Michelangelo Buonarroti, geniale artista italiano del Rinascimento, uno dei più grandi in assoluto della storia dell'uomo. Il film inizia con Michelangelo che sta lavorando alle statue della monumentale tomba del Papa Giulio II, quando lo stesso pontefice gli chiede di realizzare un immenso affresco sulla volta della Cappella Sistina. L'uomo è riluttante, perchè si ritiene uno scultore e non un pittore, poi accetta ma è pervaso da dubbi e incertezze, non si sente ispirato, non riesce a trovare la giusta via artistica. Molte volte desiste, distrugge il suo lavoro, poi riprende dall'inizio, alla fine si ammala, è debilitato nel corpo e nello spirito e cerca di fuggire, abbandonando l'opera che lo sta consumando. Il Papa, pur gravemente provato nella salute, saprà trattenerlo e convincerlo a proseguire. Così Michelangelo ritrova fiducia, scopre di essere uno straordinario pittore, decide di seguire il suo istinto andando contro i dettami e le convenzioni della sua epoca e realizza il più grande capolavoro artistico di tutti i tempi: il Giudizio Universale. Celebre kolossal storico di Carol Reed, ispirato al romanzo omonimo di Irving Stone, sul momento topico della vita di Michelangelo, raccontato tra storia e leggenda, soffermandosi sulla travagliata realizzazione del suo affresco più famoso e sul rapporto contrastato con il Papa Giulio II. Il cuore del film è nei due concetti espressi dal titolo, che sono emblematici nella vita artistica di Michelangelo. Il tormento è quello del genio perfezionista che pretende il massimo da sè stesso e, non riuscendo a raggiungerlo, prova un senso di dolorosa frustrazione che mina la sua mente e il suo corpo. L'estasi è quello stato "divino" che consente all'artista di realizzare nella pratica il processo creativo che ha nella mente, dando vita al capolavoro. Pur tra qualche prolissità e qualche semplificazione, il film è un grande spettacolo visivo, impeccabile nella cura minuziosa delle ricostruzioni storico ambientali (con la Cappella Sistina ricreata su scala naturale a Cinecittà e "affrescata" tramite un sapiente uso di applicazioni fotografiche) e ottimo nelle interpretazioni di un cast di grande livello (Charlton Heston, Rex Harrison, Diane Cilento, Alberto Lupo, Adolfo Celi, Tomas Milian). Il carisma dei due protagonisti principali garantisce la tenuta drammatica dell'opera, al netto di alcune licenze un po' troppo romanzate (ad esempio la presunta storia d'amore tra Michelangelo e la Contessina de' Medici, mai dimostrata da evidenze storiche). Il film ebbe 5 candidature tecniche agli Oscar del 1966 e resta un buon esempio di "incursione" americana nella nostra Storia senza fare troppi "danni".
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